Può essere un Logo un’opera d’arte?

Aggiornamento: 9 feb

Dalle cose semplici, una esperienza unica di vita.



Ci sono eventi unici nella vita delle persone, ci sono cose che rimangono nel tempo impresse nella memoria, ci sono cose che sembrano tristi, ma sono inevitabili.

Di questo ho discusso recentemente con un caro amico e cliente, Cristian Rizzo. Lui è un animatore di feste per bambini ed ha fatto della sua passione un’azienda florida che opera a Roma con grande successo. Il suo brand “Ullallà Animazione” è una solida realtà. La nostra collaborazione è nata qualche anno fa: lavorando insieme ho trascorso bellissimi momenti di grande intensità nell’occasione di eventi da lui organizzati: feste, capodanni.

Cristian e Alberto con Daniela, una amabile cliente

Quando mi ha chiamato per realizzare un nuovo logo per la sua azienda sono rimasto leggermente perplesso; non capivo perché dovesse farlo. Il suo brand è figlio della riconoscibilità del suo marchio: un’espressione di tutte le sue esperienze, una sintesi della sua filosofia, una esplicitazione del suo rapporto con i bambini basato sulla emotività. Ciò senza perdere mai di vista l’obiettivo pedagogico più importante: fare del gioco una esperienza di crescita con principi etici dosati coerentemente, senza stereotipi e falsi moralismi, perché il gioco è una palestra per diventare adulti.

Mi sembrava già tutto perfetto.


Il logo di Ullallà Animazione

Invece, il logo che Cristian mi stava chiedendo si rivolgeva ad un nuovo servizio che sta offrendo, “L’ Ultimo Ciao”, un servizio che lui mi ha descritto così:

L’Ultimo Ciao nasce dal desiderio di comunicare per un’ultima volta con uno zio a me molto caro.

Inizialmente non volevo andare al suo funerale: desideravo ricordarlo come l’avevo sempre visto e vissuto, salutandolo a modo mio. Dovevo solo trovare quello giusto.

Improvvisa l'ispirazione mi ha colto come un fuoco nell’anima: potevo far rivivere la sua passione di tifoso e soddisfare il mio desiderio di regalare momenti speciali.

Il giorno della funzione, ho distribuito a tutti i partecipanti tanti palloncini per far volare in alto i colori della sua squadra del cuore.

Nel silenzio carico di emozione si sono diffuse le prime note dell’inno della sua squadra.

Ascoltavamo ricordando i momenti più belli: eravamo in tanti, ma, ognuno, solo con lui.

Quando ho sentito in me più forte l’emozione, ho lasciato andare i palloncini verso il cielo, accompagnandoli con le braccia protese verso l’alto ed il mio grido: “Ciao zio!!” …. spontaneo ed improvviso un applauso ha inondato i nostri cuori traboccanti di lacrime e di abbracci.

Da allora, ho voluto dare la possibilità di vivere un momento come questo a chi desidera legare una bella emozione al ricordo di una persona cara: così è nato l'Ultimo Ciao.

Come può l’Uomo metabolizzare e convivere con una parola come “morte”? È una parola pesante, che si contrappone alla felicità, alla gioia. Come può un imprenditore che si occupa di bambini, di pedagogia, di infanzia, confrontarsi efficacemente con questa realtà? Ebbene, suscitare “emozioni belle da ricordare” è il motore e la mission di Cristian che ha capito che ciò è possibile anche nell’occasione di un ultimo saluto.

Ponendomi su questa lunghezza d’onda, come per incanto mi si era aperta una finestra: le considerazioni da fare erano tante, ma una sopra tutte si era fatta strada. Il lutto, quello sentito, pianto, pregato, è parte della vita delle persone che restano, la persona cara non c’è più, è partita per una nuova esperienza. È alle persone che rimangono che Cristian vuole offrire emozioni, perché un’emozione (lat. E motione = movimento da) muove, appunto, l’interno psico-organico delle persone e le aiuta a metabolizzare, a sciogliere quel pensiero per trasformarlo in soluto, in energia disponibile.

Doveva quindi nascere un logo per questo nuovo settore della sua attività e doveva nascere da una visione, un’immagine, un’ispirazione. Questa ispirazione Cristian l’aveva avuta durante una consulenza e andava seguita. Il logo doveva essere composto da questi elementi: mani che salutano e palloncini che volano nel cielo.

Rientrato nel mio studio ho fatto alcune prove ed ho proposto inizialmente un logo serio, austero, che si staccasse dai colori di Ullallà Animazione, che fosse adatto ad un momento commemorativo. Questo logo presentava nel suo insieme gli elementi necessari richiesti, ma si discostava completamente dalla visione avuta da Cristian. Non collimava con le sue esigenze e soprattutto non rispecchiava la natura del suo servizio. “L’ Ultimo Ciao” non è un atto commemorativo, è una esperienza emotiva, è una chimica che scioglie le tensioni ed allevia il dolore.

Ho ripreso in mano le indicazioni iniziali e ricominciato da capo il lavoro. A dire il vero avevo già fatto un bozzetto iniziale, ma lo avevo abbandonato perché mi sembrava troppo leggero.

Questo errore è valso un altro insegnamento che ho ricevuto grazie a questa collaborazione: non bisogna mai mettere dei filtri nell’opera e bisogna agire spontaneamente sin dall’inizio, altrimenti si sbaglia strada. Per fortuna, quindi, avevo tenuto la primissima versione del logo e il sorriso di Cristian mi ha sospinto verso questa opzione. Era felice di vedere la sua intuizione prendere forma.

Il lavoro da questo momento si è sviluppato rapidamente e nella giusta direzione. Tutti gli elementi, le loro forme, i colori, i rapporti spaziali, le dimensioni hanno preso posto nel quadro e così sono rimasti fino all’approvazione da parte del cliente dopo poche e semplici correzioni.


Il Logo di "L' Ultimo Ciao"


Un semplice logo è un’opera d’arte? Sì lo può essere, quando rispecchia l’anima, il pensiero del suo committente. Non importa quanto sia stato il lavoro o quale sia l’uso che se ne faccia, ma importa se quell’immagine è basata su qualcosa di reale. C’è una correlazione tra questa immagine e il suo dominus in quanto essa è la forma della sua visione, è l’apparizione del suo pensiero coglibile dagli altri, è la sua anima come si vede fuori. Questa immagine è una parte di Cristian.

Scelta delle immagini e composizione del lavoro.


Gli elementi scelti dal cliente si dovevano innanzitutto abbinare tra loro in un quadro stilistico: le mani nella parte inferiore, il cielo come sfondo e i palloncini in volo.

Le mani hanno avuto una gestazione difficile. Tutte le risorse visionate nei siti di vendita di fotografie mostravano mani protese verso l’alto, alcune erano interessanti, ma tutte segnavano con dei connotati specifici e ricorrenti. Non esprimevano l’aspetto multietnico e si riconoscevano come mani maschili, femminili o di giovani e bambini. Il servizio offerto da “L’Ultimo Ciao” non ha età e non ha confini di cultura, nazionalità, religione. Inoltre tutte le mani sembravano protese in un gesto di disperazione, ma invece dovevano semplicemente dire <<ciao>>. È stato scelto allora di disegnare le mani in forma grafica, così da poter annullare questi elementi che potevano portare a pregiudizi o ad incomprensioni percettive. Il trapasso è un evento che riguarda ogni categoria di persone e il servizio è rivolto a dare l’estremo saluto ad anziani e giovani, maschi e femmine, e così via.

Quanto ai palloncini, nessun colore poteva essere più appropriato dell’oro, un prezioso metallo, un regalo per ogni occasione, arricchito di una componente stilistica come il fiocco e il filo dello stesso colore. Un palloncino in primo piano che accoglie le forme del nome è il protagonista insieme ad altri palloncini che volano verso il cielo a significare la fine della connessione con il mondo, simbolizzata dal filo tagliato che svincola, da un lato, coloro che restano e, dall’altro, è di buon auspicio per l’anima della persona cara che si appresta a compiere un viaggio di rientro nell’infinito eterno. Un filo che scende verso le mani a rappresentare la continuità dell’esistenza e l’ascesa verso il mondo spirituale.

Il cielo poteva essere stilizzato con un semplice sfondo blu sfumato, ma mancava il sole, la fonte della vita. L’immagine presente nel logo è una fotografia da me realizzata qualche settimana fa nella campagna umbra. La centralità del sole sopra al palloncino e i tenui raggi di sole si sono sposati perfettamente con gli altri contenuti.

La terra è stato l’ultimo elemento inserito, voluto per l’esigenza di porre i piedi sulla terra e non rimanere sospesi nel cielo. Si tratta del particolare di un quadro dell’artista A. Meneghetti che, rielaborato elettronicamente, ha preso le forme di un profilo collinare.


Opera dell'artista A. Meneghetti


Gli elementi ora c’erano tutti, però ancora qualcosa non mi convinceva. I colori della scritta e i colori delle mani si confondevano con i fondi caldi e freddi del cielo e della terra. Ma tutto si è risolto invertendo i colori, ribaltando i fattori, rinnegando stereotipi formali. Il cielo ha preso così i colori della terra e la terra ha preso i colori del cielo. In questo azzardo infinito può sembrare perfino che la terra sia come un mare in tempesta sotto ad un solare cielo dorato.

Rimanevano da completare le ultime rifiniture.

Infatti, quando mi sono incontrato con Cristian per la consegna, abbiamo deciso che la scritta, inizialmente di color oro, diventasse arancione quale richiamo al colore distintivo della sua azienda.

È stato un incontro felice. L’alchimia che scatta quando si lavora in armonia è rigeneratrice ed è sorprendente come, ascoltandosi, si riescano a percepire le intenzioni e i desideri delle persone vicine. Non avevo mai fatto un logo, ma è stato come fare un dipinto: sono entrato in quel piccolo riquadro ed ho portato sulla carta quell’immagine che Cristian mi ha solo verbalmente fatto vedere e per la quale mi sono emozionato, pensandola prima e dandole forma poi a mano a mano che i cento particolari hanno preso vita e trovato spazio nel racconto. Una nuova sfida è stata superata, sono pronto per la prossima.

Alberto Maria Trabucco gen 2022


lavorazione: Realizzazione Logo “L’ Ultimo Ciao”

cliente: Cristian Rizzo, Ullallà Animazione

foto ed elaborazioni grafiche: Alberto Maria Trabucco - eidokinesis.com

coordinatore del progetto: Studio De Francesco

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