Il mondo schiacciato

L’umanità delusa, sconfitta, impazzita, ha perso la certezza dell’esistenza, una maledizione ha cancellato con un colpo di spugna passato, presente e futuro. Le Genti obnubilate dall’informazione hanno perso il lume della ragione e seguono l’ideologia di un nuovo pensiero comune.


Una pandemia si è introdotta viralmente nelle esistenze incerte. Ma da dove è arrivata?

In “2022: i sopravvissuti” (titolo originale: Soylent Green), tratto dal romanzo “Largo! Largo!” del 1966 di Harry Harrison, il film di fantascienza di Richard Fleischer del 1973, si preannuncia una Terra devastata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione, in cui il clima torrido ha distrutto la natura e l’umanità vive indigente e senza speranza. Le popolazioni radunate nelle città dormitorio vivono nelle autovetture, dormono sulle scale di palazzine fatiscenti, sopravvivono cibandosi di un gel proteinico prodotto dalle carogne dei loro morti.

Questa pellicola è fonte di una riflessione su passato, presente e futuro. Un passato che abbiamo conosciuto come mondo reale, libero, democratico, almeno così abbiamo creduto, un presente vago ed incerto, un futuro che non lascia presagire nulla di buono.

Il mondo è messo in ginocchio, è preoccupato del suo destino. La colpa non è del genere umano, non sono sanguinarie guerre fratricide che minacciano la vita delle persone, non è l’autoritarismo di un folle che genera dolore e sconfitta.


Un piccolo, insignificante parassita ha prodotto il massimo risultato di disperazione ad una umanità capace di fondare stati democratici, di scrivere costituzioni, di generare le forme del diritto, di produrre capolavori artistici, di fondare Università, di scrivere poemi, di costruire ponti, di inventare aeroplani, missili interstellari e sistemi computazionali.

La scienza, le Università, i centri di ricerca, le fondazioni che negli ultimi cento anni hanno generato la speranza per un mondo sempre più sicuro e confortevole, libero da guerre, carestie, malattie, spinte e sostenute dalla fiducia verso la statistica, la meccanica, l’ingegneria elettronica, l’intelligenza artificiale, il controllo ambientale, la ricerca farmaceutica, hanno fallito.

Cosa hanno prodotto i ricercatori, chimici, biologi, microbiologi, virologi, esperti, che supportati dalla tecnologia e dal business miliardario avrebbero dovuto, in nome della scienza con la “S” maiuscola, produrre farmaci e vaccini capaci di debellare e uccidere qualsiasi patogeno non conforme alla specie umana?


Siamo stati noi civili a demandare nelle mani di altri la nostra esistenza su questo pianeta, su cui siamo comparsi per un passaggio temporale di poche decine di anni solari. Il paradiso terrestre si è trasformato in gabbia a cielo aperto. Una prigione da cui è impossibile scappare, in nessun luogo della terra oggi ci si può riparare dalla pestilenza.

Non me ne voglia il lettore se, forzato dal mio sensibile senso critico, mi viene da pensare quanto preveggente sia stato Harrison, nel descrivere con paradossia un futuro allora impensabile.

Sorge spontanea una domanda: se non fosse stato un miracolo, ma un progetto, maturato dai sistemi economici e politici universali, quello di trasformare questo mondo e renderlo simile al racconto fantascientifico? Quale uomo avrebbe il coraggio di ordire tanta sofferenza? Di fatto la situazione odierna è caratterizzata da interventi sulla realtà che sembrano prodotti da menti sovrumane.

Ma c’è un’altra ipotesi. E se avessimo riposto, o meglio, se i nostri mandatari al governo, alle scienze, alla ricerca tecnologica, avessero riposto troppa fiducia in metodi e sistemi ritenuti in grado di risolvere ogni problema?

Un paradosso miracoloso, le due strade hanno prodotto il medesimo risultato, come se si fossero messe d’accordo, con la complicità di entrambi e di chi crede, per faciloneria, che il futuro della specie umana non dipenda dalle sue azioni ma che sia solamente demandato al destino.


Ma a quale delle due ipotesi dobbiamo dare credito, quale è la risposta che dobbiamo dare a noi e ai nostri figli?

Il nodo da scioglierleper arrivare alle conclusioni è molto imbrigliato, è contornato da una fitta rete aggrovigliata di fatti, date, riscontri, prove, concussioni, stratagemmi, ansie, falsità, verità, che solo uno studioso che si impegni a lungo, e con spirito critico libero può sciogliere.

L’umanità è stata martoriata, massacrata, mille e mille volte nella sua esistenza sulla Terra, si è genuflessa, ha subìto, ha combattuto, è stata sconfitta, si è depressa, ed anche se ogni volta è riuscita a rialzarsi, così come questa volta riuscirà ad uscire dal tunnel, mai, dico mai, l’umanità ha vinto la sua battaglia.

Ma forse il riscatto è alle porte, le prove più complicate sono generatrici di grande consapevolezza. Nel dopoguerra italiani distrutti da due guerre mondiali hanno compiuto il miracolo economico. Il genio rinasce sempre dalle ceneri, la fenice si riforma sempre più bella e più forte di prima.

Ma il percorso è ancora lungo, i quindici giorni annunciati all’inizio degli eventi si sono trasformati in mesi, e da qui ad arrivare ad anni il passo è breve.


Complotto o superficialità? Sono queste le due domande che ci dobbiamo porre in questo momento. Se fosse complotto sarebbe un crimine contro l’umanità. E se complotto compiuto da chi?

Se invece fosse superficialità non sarebbe abbastanza. L’uomo superficiale non sarebbe in grado di realizzare tutto questo.

La superficialità va imputata invece a chi ha delegato le redini del comando ad altri senza avere il coraggio di annullare il mandato quando si è accorto che questi tradivano gli interessi comuni.

La superficialità è una scusa per dare credito alle cose sbagliate. L’errore non è umano, l’uomo non è capace di errore, l’errore è contro natura.

Non commettere errori è l’unica arma che le genti hanno per riscattarsi, un arma invincibile contro qualsiasi nemico, sia esso la paura, il senso di colpa, o il pericolo di turno.

Il cuore, la ragione e il divino sono gli alleati che sostengono, mantengono viva l’Esistenza e la fanno vibrare in accordo sulle frequenze vitali.

Riallineare mente e corpo alle cose reali della vita è la strategia invincibile, ed è una capacità peculiare dell’uomo.

Roma, 15 Novembre 2020

Dott. Alberto M. Trabucco

-Libero Professionista

-Laureato in Scienze della Comunicazione Univ. La Sapienza di Roma -

-Regista e Produttore Televisivo)

mail: albertomariatrabucco@gmail.com

cell: +39 327 4055254 (whatsapp-Telegram)

Linkedin: Alberto Maria Trabucco

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